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La Scuola Secondo Paolo Mottana: cos'è che non funziona?

Tema tosto ma necessario.

Paolo Mottana, un nome che mi riporta a discorsi profondi, di quelli che ti scuotono l'anima e ti fanno mettere in discussione tutto. Non è "uno che te le manda a dire.

La sua visione del rapporto tra insegnanti e scuola è chiara come l'acqua di sorgente.

La scuola così com'è non funziona più, punto e basta.

Mottana la definisce un "dispositivo concentrazionario" e "fallimentare". Un'istituzione che non è più a misura d'uomo, che ha segregato i ragazzi, li ha allontanati dalla vita vera e li ha rinchiusi in aule dove si riproduce un sapere frammentato, inutile ai più, che ha come unico obiettivo il disciplinamento e l'addestramento al sistema.

E gli insegnanti in tutto questo?

Sono le vittime, i poveri compagni di viaggio in questa nave che fa acqua da tutte le parti.

Ecco, è qui che la cosa si fa interessante. Per Mottana, i docenti non sono nemici, ma complici involontaridi un sistema che li soffoca, che li obbliga a fare cose che il loro animo profondo non vorrebbe fare. Lui li ama, li compatisce, perché sa che sono costretti a passare il loro tempo in luoghi "squallidi" con programmi "ultra cognitivi" che non lasciano spazio all'esperienza, all'eros, al vero apprendimento.


La soluzione che propone è una vera e propria rivoluzione.


Bisogna abbattere la scuola così come la conosciamo e ripensare l'educazione in modo diffuso. Cosa significa? Che l'apprendimento non deve più essere relegato in un edificio, ma deve tornare a essere parte integrante della vita, della città, della comunità. I ragazzi, liberi dalle gabbie delle aule, devono poter vivere esperienze autentiche: fare servizio sociale, lavorare, indagare, stare nella natura, imparare dalla cultura simbolica.

E il ruolo dell'insegnante, a quel punto, cambia radicalmente. Non è più un trasmettitore di nozioni, ma diventa un mentore, una guida. Una figura che sa ascoltare, che accompagna i ragazzi, progetta con loro percorsi, li aiuta a trovare il proprio posto nel mondo. Una guida che non insegna, ma che rende possibile la scoperta, che non riempie una testa, ma che accende il fuoco della curiosità.

L'educazione deve tornare a essere una cosa viva, non una sterile lezione. Deve nutrirsi della vita, non rinchiudersi in una scatola. E l'insegnante, il maestro, il mentore, deve essere lì, con il cuore aperto, pronto a condividere il viaggio.

Per capire di più la visione di Mottana, qui c'è un video che ne parla in modo illuminante: Paolo Mottana Un'altra educazione è possibile.

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