Il Tempo nella cultura Tolteca
- retedefacto
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La cultura tolteca, come gran parte delle civiltà mesoamericane, aveva una percezione del tempo molto diversa da quella occidentale. Non lo vedevano come una linea retta, ma piuttosto come un'esperienza profondamente intrecciata con i cicli della natura e del cosmo, e come un elemento fondamentale nella struttura stessa della realtà e della coscienza.
Ecco i punti salienti della percezione del tempo nella cultura tolteca:
1. Il Tempo Circolare e la Ruota del Calendario
I Toltechi, come i Maya e gli Aztechi che li hanno seguiti, non avevano un singolo calendario, ma un complesso sistema di "ruote del calendario" che si intersecavano. Questo sistema era la manifestazione pratica della loro visione ciclica del tempo.
Il Tonalpohualli (il ciclo sacro di 260 giorni): Questo calendario, basato sull'interazione di 20 segni dei giorni e 13 numeri, era usato per la divinazione e per determinare il destino di un individuo. Il nome di una persona, ad esempio, era spesso dato in base al giorno della sua nascita, e questo giorno non era solo un punto nel tempo, ma portava con sé una specifica energia e un "destino" potenziale.
Il Xiuhpohualli (il ciclo solare di 365 giorni): Questo calendario, più legato alle stagioni e all'agricoltura, era diviso in 18 mesi di 20 giorni, più un periodo di 5 giorni considerati nefasti.
L'incrocio di questi due cicli creava un "secolo" di 52 anni. La fine di questo ciclo era un momento di grande significato, in cui si temeva la fine del mondo. L'esistenza di questi cicli interconnessi suggerisce che il tempo non era visto come un flusso che va da A a B, ma come un'eterna ripetizione di schemi e possibilità, dove il passato e il futuro erano intrecciati nel presente.
2. Il Tempo come Sostanza Vivente e Respiro del Mondo
Per i Toltechi, il tempo non era una categoria astratta, ma una forza viva e pulsante. Il tempo stesso era divinizzato. Il Dio del tempo, Quetzalcoatl, il Serpente Piumato, era anche il dio della creazione e della conoscenza. Questo suggerisce che la creazione e la conoscenza non possono esistere al di fuori del tempo. Il tempo era il "respiro" del mondo, il ritmo che dava vita e forma all'universo.
3. La Coscienza come Sintonizzatore del Tempo
I Toltechi, che si definivano "uomini e donne di conoscenza," ritenevano che la realtà fosse un sogno che la nostra mente crea. Il tempo, in questa visione, era parte di questo sogno. La nostra percezione del tempo, quindi, non era un dato di fatto oggettivo, ma un'esperienza della coscienza.
"Il Sognatore e il Sogno": Secondo la filosofia tolteca, noi siamo sia il sognatore che il sogno. Siamo il creatore della nostra realtà, inclusa la nostra esperienza del tempo. Liberarsi dai "quattro accordi" - i limiti imposti dalla società e dalle nostre paure - era un modo per svegliarsi da questo sogno e rendersi conto del proprio potere.
Il Lavoro sull'Energia: I Toltechi credevano che l'energia che percepiamo come tempo potesse essere manipolata o diretta attraverso la pratica spirituale e l'intento. Raggiungere uno stato di "impeccabilità" e di "libertà interiore" permetteva di uscire dalla schiavitù del tempo lineare e di vivere nel "presente eterno" della coscienza cosmica.
In sintesi, la prospettiva tolteca sul tempo non è solo ciclica, ma è anche organica e coscienziale. Il tempo non è un'entità esterna e fissa, ma un'espressione vivente dell'universo, un ritmo a cui l'uomo può sintonizzarsi, o da cui può liberarsi, attraverso la sua consapevolezza e il suo intento. È una visione che trova risonanze con il concetto di tempo come frequenza (Tesla) e come campo di coscienza (Marchi), ma con una profondità spirituale che lo rende un elemento centrale nel percorso di risveglio e liberazione personale.
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